LA COMICO TERAPIA DI FRANCESCO DI GENNARO

LA COMICO TERAPIA DI FRANCESCO DI GENNARO

LA COMICO-TERAPIA DI FRANCESCO DI GENNARO

LA COMICO-TERAPIA DI FRANCESCO DI GENNARO

"Il riso fa buon sangue": è questo ormai da anni il motto dell'infermierecomico del Policlinico di Bari. Francesco Di Gennaro racconta in queste pagine la sua storia: propugnatore della comico-terapia, ha sempre portato avanti le proprie idee, nonostante abbia incontrato molti ostacoli lungo il suo percorso, come ad esempio lo scetticismo e il pregiudizio di colleghi infermieri, medici e direttori di reparto degli ospedali. Attraverso la testimonianza diretta dei pazienti e di alcuni giornali che si sono interessati a lui e al suo modo insolito di lavorare, si comprende quanto sia importante la comico-terapia e come debba andare di pari passo con la terapia tradizionale, volta, questa, solamente alla cura delle sofferenze del corpo. La comico-terapia non è fatta di medicinali, prognosi e cartelle cliniche, bensì di battute divertenti, gag, barzellette e scenette comiche in cui si cimenta Francesco Di Gennaro lanciando in giro per i reparti i suoi "proiettili dell'amore diritti al cuore dei pazienti". Conciliando perfettamente in sé professionalità, competenza e ironia, l'infermiere-comico riesce sempre a strappare un sorriso ai pazienti ricoverati, consapevole che, oltre che il corpo, necessita di cure anche l'anima...

Francesco Di Gennaro è nato a Bari nel 1956. Ha conseguito il diploma di Infermiere Professionale e di Abilitazione alle Funzioni Direttive nell'Assistenza Infermieristica. Oggi svolge la sua attività nel Policlinico di Bari. Infermiere di professione, comico per vocazione è la sua prima pubblicazione.

domenica 10 marzo 2013

La comico-terapia di Francesco Di Gennaro su L'Unità - I nuovi Mille.

 Il clown che cura i malati

 

Madre Natura mi ha dato lo spirito. In 29 anni di professione non sono riuscito a trattenere le battute». Tranquilli: non è Berlusconi. Francesco Di Gennaro, infermiere specializzato al reparto ortopedico del Policlinico di Bari, ha un metodo di lavoro particolare: la «terapia del sorriso». La pratica dal 1982, giovanissimo tirocinante, incurante già allora delle ironie: «Vorrei consigliarla ai colleghi di tutta Italia. È una sinergia tra professionalità e divertimento per offrire una degenza serena». Negli anni, “Frank” si è fatto un nome: lo chiamano il Patch Adams barese. E gli piace fino a un certo punto: «Anche lui era un medico che si metteva il naso finto. Io non sono un clown né un volontario. Semplicemente, ritengo che distrarre un paziente con un aneddoto, riuscire a farlo ridere mentre faccio un prelievo di sangue o attacco una flebo facilita il mio lavoro e rilassa le persone che, in un ambiente medico asettico se non ostile, si sentono sempre spaesati». Baffoni d’antan alla Tom Selleck, faccione rubicondo, camice bianco e - spesso - parrucca bionda. Di Gennaro, 53 anni, è consapevole che il suo approccio poco ortodosso alla medicina non è universalmente apprezzato: «Ostacoli ne ho incontrati molti. E non sono finiti. Non tutti i medici o i direttori generali degli ospedali apprezzano. La mia ricompensa è l’abbraccio dei pazienti. Faccio ridere le ragazze paurose come l’anziano con il femore rotto. Si potrebbe credere che l’obiettivo della clown therapy siano solo i bambini, ma non è così. Per me tutti i pazienti sono di serie A e gli dedico uguale attenzione: malati cronici, adolescenti in difficoltà, lungodegenti. È ovvio che le modalità sono diverse. Per i più piccoli indosso maschere e occhialoni, con gli adulti devo modulare barzellette e storielle». Poco sofisticate: a due ragazze, una che accompagna l’altra a ricoverarsi: «Siete amiche del cuore? Ah no, qui è riservato alle amiche del fegato». Di Gennaro ride: «Mica devo intrattenere dei laureandi. Il punto è far passare la paura. Andando al punto..». A volte, con gag parecchio piccanti: «Sì, sono stato criticato per scenette e battute ammiccanti. La verità è che questi argomenti provocano risate liberatorie. Il paziente sublima ansia e paura in un sollievo quasi isterico. E poi è tranquillo. Mi creda: è un metodo a prova di bomba». Trent’anni di risate in corsia sono finiti in un diario: «Infermiere di professione, comico per vocazione», pubblicato da Albatros. Per presentarlo in giro per l’Italia usa le ferie, viaggia a spese sue e bussa alle redazioni dei giornali: «Aiutatemi a far capire che, oltre al corpo, anche l’anima necessita di cure mediche. Basta poco». 

Federica Fantozzi

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